OUR HISTORY - Cappelleria Premoli

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STORIA DI UN'IDEA PASSATA DI TESTA IN TESTA
Il Laboratorio Sartoriale Premoli nasce a Sassari nel 1936, ma la storia di questi cappelli diventati ormai un’icona, inizia molto prima, diciamo verso la fine della prima guerra mondiale.
Nel 1918 Francesco Bassano Premoli è già un abile sarto con una clientela formata prevalentemente da militari ed ecclesiastici.
Nel bel mezzo di questa altalena sartoriale che potremmo definire “Guerra e Pace”, gli capita di innamorarsi della bella Olga Valli, figlia di un grosso venditore di tessuti di Iglesias.
I due ben presto si sposano e si trasferiscono a Cagliari, dove Francesco continua la sua attività con una passione e un talento che lo portano a vincere la Croce al Merito e la Medaglia d’Oro all’Esposizione di Roma del Progetto Industriale del 1922-23.
Questi anni ricchi di soddisfazioni vengono però funestati dalla prematura scomparsa della giovane moglie. Francesco, che ha già tre figli, affronta questo periodo difficile mettendo ancora più impegno nel lavoro pur restando sempre accanto ai bambini.
A portare conforto e a rischiarare quei giorni bui, arriva come un raggio di sole la presenza discreta di una vicina di casa, Maria Zintu, che aiuta Francesco a gestire i figli con lo stesso amore di una madre.
In breve, nello svolgersi naturale delle cose, Francesco sposa in seconde nozze Maria e si trasferisce con la famiglia a Sassari.
Qui i Premoli aprono prima un negozio di tessuti nella centrale via Brigata Sassari e poi un atelier sartoriale in via Cavour.
Dalla loro bottega escono copricapi, divise ecclesiastiche e militari ma anche vestiti civili destinati ai signori dell’alta società sassarese.
Nel 1932 nasce Michele Bassano Premoli, l’unico dei figli di Francesco ad ereditare la passione e la manualità del padre.
Anche per Michele, la vita ha in serbo delle sfide difficili: nel dopoguerra, proprio mentre Sassari e il resto del Paese riprendono a vivere, gli viene diagnosticata una grave malattia che lo costringe a lunghi mesi di degenza in ospedale.
Ma il suo carattere forte e gioviale gli permette di non perdersi d’animo e di continuare a studiare e a lavorare.
Durante il suo periodo di degenza impara a cucire e a realizzare tricorni per le alte cariche ecclesiastiche.
Con la morte del padre, avvenuta nel 1953, Michele, ancora troppo cagionevole per continuare da solo l’attività di famiglia, è costretto a chiudere. Ma l’idea di portare avanti l’eredità sartoriale dei Premoli non lo abbandona mai e a metà degli anni ’80, con grande coraggio, Michele decide di realizzare il suo sogno e rileva la vecchia cappelleria di via Luzzatti, nel salotto buono della città.
Rinnova i locali, sceglie di specializzarsi nella produzione dei copricapi e dà nuovo slancio all’attività, diventando ben presto un punto di riferimento dell’alta sartoria dell’isola.
E arriviamo agli anni 2000. In procinto di andare in pensione, Michele non sa se continuare o chiudere per sempre l’atelier, ma l’entusiasmo e la passione per il lavoro sono evidentemente presenti nel DNA dei Premoli perché i figli Stefania, Nicola e Gianfranco decidono di continuare la produzione, dando così il via alla terza generazione della Cappelleria.
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